Floriterapia

Fiori di Bach come si prendono: preparare e assumere la miscela

Il flaconcino ce l'hai, il contagocce pure. Manca la parte che nessuno ti ha spiegato: come si prepara davvero una miscela e come la porti dentro la tua giornata senza dimenticartene entro giovedì.

Il flaconcino ce l'hai. Il contagocce pure. E adesso sei lì a chiederti se vanno sotto la lingua o nell'acqua, se prima o dopo i pasti, se hai sbagliato tutto perché ti sei ricordata solo la sera. La domanda su come si prendono i fiori di Bach arriva quasi sempre dopo l'acquisto, quasi mai prima, e questo dice già qualcosa: sono un rimedio che si compra facilmente e si usa male. Non perché siano complicati. Perché la parte pratica viene data per scontata.

Fiori di Bach come si prendono: la risposta in due righe

Si diluiscono poche gocce delle essenze scelte in un flaconcino con contagocce riempito d'acqua, con una piccola quota di conservante. Da lì si assumono per bocca, più volte al giorno e distribuite nell'arco della giornata, tenendo il liquido qualche istante sotto la lingua prima di deglutire. Si possono prendere anche diluite in un bicchiere d'acqua.

Tutto il resto è contorno utile: quale acqua, quale conservante, cosa fare quando salti una presa, come capire se la miscela ti sta ancora bene. Ci arriviamo.

Cosa sono i fiori di Bach

Sono preparati ottenuti da fiori di piante spontanee e alberi, messi a punto negli anni Trenta dal medico inglese Edward Bach. Le trentotto essenze del suo repertorio non vengono associate a organi o a sintomi fisici, ma a stati d'animo: la paura senza oggetto, l'impazienza, il rimuginio che torna sempre sullo stesso pensiero, la difficoltà a dire di no.

Questo è il punto che cambia tutto nell'uso pratico. Non scegli una miscela perché dormi male, la scegli per come stai mentre non dormi. Due persone che si svegliano alle tre di notte possono avere bisogno di essenze diverse, perché una sta ripassando la lista di cose da fare e l'altra si sveglia con un'inquietudine che non sa nominare. Se ti riconosci in quella scena, su questo risveglio notturno ho scritto un articolo a parte.

Detto chiaramente: i fiori di Bach non curano malattie e non sostituiscono le terapie del tuo medico. Sono un supporto al vissuto emotivo, nient'altro. Chi te li vende come soluzione a un problema clinico ti sta raccontando una cosa che non sta in piedi.

Come si assumono i fiori di Bach, passo per passo

In commercio trovi le boccette madri, chiamate anche stock bottle, che sono concentrate e conservate in alcol. Da queste si prepara la miscela personale, che è quella che userai davvero.

  1. Prendi un flaconcino di vetro scuro con contagocce. Il vetro ambrato o blu protegge dalla luce, e il contagocce ti serve per dosare senza toccare il collo della bottiglia con le labbra.
  2. Riempilo quasi tutto con acqua naturale a basso residuo fisso. Non gassata, non appena bollita.
  3. Aggiungi poche gocce di ogni essenza scelta. Quante, e quante essenze mettere insieme, è esattamente la parte che ha senso definire con chi ti segue: dipende da quello che emerge nel colloquio, non da una regola valida per tutti.
  4. Completa con una piccola quota di conservante. Tradizionalmente brandy. In alternativa glicerina vegetale o aceto di mele, se preferisci evitare l'alcol.
  5. Agita e etichetta. Scrivici sopra la data. Fra tre settimane non ti ricorderai quando l'hai fatta, garantito.

Per l'assunzione, il liquido va tenuto qualche secondo in bocca prima di deglutire. Non serve essere a digiuno. Non serve un rituale. Serve la regolarità, che è la cosa più difficile di tutte.

Se il contatto con l'alcol non ti va bene, se stai seguendo una terapia, se sei in gravidanza o allatti, se la miscela è pensata per un bambino: parlane prima con il tuo medico. Vale anche per il conservante, che in una miscela diluita resta in quantità minima ma c'è.

La parte che nessuno ti dice: la costanza

Ecco come va, nove volte su dieci. Lunedì prendi le gocce quattro volte, con entusiasmo. Martedì tre. Mercoledì ti accorgi alle undici di sera che il flaconcino è rimasto in borsa. Giovedì lo lasci a casa. La domenica successiva pensi che i fiori di Bach su di te non funzionano.

Non è vero che non funzionano: non li hai presi. La floriterapia lavora per accumulo di piccole assunzioni ripetute, non per l'intensità della singola presa. Una dose tripla presa una volta al giorno non recupera le altre.

Quello che funziona è agganciare le prese a cose che fai già comunque. Il flaconcino accanto allo spazzolino, non nel cassetto. Un secondo flaconcino in ufficio, se la giornata la passi lì. Se salti una presa non raddoppi la successiva, riprendi semplicemente dalla volta dopo. E se ti accorgi che stai dimenticando sistematicamente la miscela, spesso il problema non è la memoria: è che quella miscela non ti rappresenta più, e vale la pena rivederla.

Dove comprare i fiori di Bach

In farmacia, in parafarmacia, in erboristeria e nei negozi specializzati. Online si trovano facilmente, ed è proprio lì che conviene essere selettivi: guarda che sia indicata la pianta di origine, il metodo di preparazione e il conservante usato, e diffida delle confezioni che promettono effetti su disturbi specifici, perché quella promessa da sola ti dice con chi hai a che fare.

Puoi comprare le singole essenze e prepararti la miscela in casa, oppure farti preparare la miscela dopo un colloquio. La differenza non sta nella qualità del prodotto, sta nella scelta delle essenze. Il repertorio è di trentotto voci e la maggior parte delle persone, da sola, sceglie in base a come vorrebbe stare, non a come sta. È umano. È anche il motivo per cui la miscela fatta in autonomia spesso resta a metà.

Come si inseriscono in un percorso più ampio

Nel mio studio a Colleferro i fiori di Bach non viaggiano quasi mai da soli. Entrano dentro un quadro che si costruisce nel colloquio, dove si guarda il sonno, i ritmi, la digestione, il carico di una fase della vita, e dove a volte hanno senso anche altri strumenti: la riflessologia plantare, gli oli essenziali, il sound healing. Se non hai mai fatto un incontro di questo tipo, qui trovi cosa aspettarti dal primo colloquio.

Una cosa la ripeto volentieri, perché è il confine del mio lavoro: se quello che senti è dolore che non passa, un cambiamento fisico che non ti spieghi, un'ansia che ti blocca la giornata o un umore che si è abbassato e non risale, la prima porta è quella del medico curante. La floriterapia può accompagnare. Non sostituisce, e su cosa può e non può fare un naturopata preferisco essere netta.

Se la boccetta ce l'hai già e non sai se stai usando le essenze giuste, portala con te al primo incontro insieme all'elenco di cosa contiene: si parte da lì, si guarda cosa ti serve adesso e si costruisce una miscela che assomigli al momento che stai attraversando. Scrivimi dalla pagina contatti del sito e ci sentiamo, in studio oppure online.

Domande frequenti

I fiori di Bach si prendono prima o dopo i pasti?

Non è richiesto il digiuno e non c'è un legame con i pasti. Quello che conta è distribuire le assunzioni nell'arco della giornata invece di concentrarle tutte insieme. Se ti aiuta a ricordartene, legarle ai pasti va benissimo.

Posso prendere i fiori di Bach insieme ai farmaci?

La floriterapia non sostituisce nessuna terapia in corso e non va interrotta di testa propria. Se stai assumendo farmaci, parlane con il tuo medico prima di iniziare, anche per la piccola quota di alcol presente come conservante. In studio possiamo valutare alternative senza alcol.

Quanto dura un flaconcino di miscela personale?

Dipende da quanto spesso lo usi e da come lo conservi. Tienilo al riparo da luce e calore, scrivici sopra la data di preparazione e non usarlo se cambia odore o aspetto. Per i tempi indicativi del tuo caso, chiedilo a chi ti ha preparato la miscela.

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